Ashtanga

Ashtanga

Ashtanga Yoga è un sistema di yoga codificato dal saggio Vamana Rishi nello Yoga Korunta , un antico manoscritto che contiene gli elenchi dei diversi raggruppamenti di asana, così come tutte le riguardanti vinyasa, drishti, bandha, mudra. Il testo di Yoga Korunta è stato impartito a Sri T. Krishnamacharya nei primi del Novecento direttamente dal suo Guru Rama Mohan Brahmachari.
Dal 1948, Pattabhi Jois insegna Ashtanga yoga nel suo yoga shala, l’Ashtanga Yoga Research Institute, secondo la tradizione sacra del Guru Parampara [successione dei maestri della disciplina].
Ashtanga significa letteralmente “otto passi” come delineato dal saggio Patanjali negli Yoga Sutra. Per questo motivo, Pattabhi Jois sottolinea che il “Metodo Ashtanga Yoga è Patanjali Yoga”.
Secondo Patanjali, il cammino consiste delle seguenti otto pratiche spirituali:

  • Yama [codici morali]
  • Niyama [auto-purificazione e studio]
  • Asana [posizione]
  • Pranayama [controllo del respiro]
  • Pratyahara [ritrazione dei sensi]
  • Dharana [concentrazione]
  • Dhyana [meditazione]
  • Samadhi [enstasi-consapevolezza]

I primi quattro passi — yama, niyama, asana, pranayama — sono considerati pratiche di pulizia esterne. Secondo Pattabhi Jois, i difetti nelle pratiche esterne possono essere facilmente corretti. Invece i difetti delle pratiche di pulizia interna — pratyahara, dharana, dhyana — non sono così facilmente correggibili.
Ma il metodo Ashtanga yoga è stato codificato per correggere anche le pratiche interne.
La definizione di yoga è «l’abbandono della dipendenza dai movimenti mentali» [citta vrtti nirodhah]. I primi due passi verso il controllo della mente sono la perfezione di yama e niyama.
Una persona però deve prima padroneggiare la pratica quotidiana di asana per rendere il corpo forte e sano. Con il corpo e gli organi di senso così stabilizzati, la mente può diventare costante e controllata.
Grazie a ciò, la persona è in grado di perfezionare yama e niyama.
Bisogna considerare anche l’uso di vinyasa e tristhana. “Vinyasa” significa sistema di respirazione e di movimento. Per ogni movimento, c’è un respiro. Ad esempio, nel Surya Namskar ci sono nove vinyasa.
In questo modo tutte le asana vengono assegnati un certo numero di vinyasa.
La sincronizzazione di respirazione e movimento in asana riscalda il sangue, lo purifica e lo dirada così che possa circolare più liberamente.
La circolazione sanguigna così depurata allevia dolori articolari e rimuove le tossine e le malattie degli organi interni.
Il sudore generato dal calore del vinyasa quindi trasporta verso l’esterno le impurità dal corpo.
Attraverso l’uso di vinyasa, il corpo diventa leggero, sano e forte.
Il termine “Tristhana” si riferisce a tre livelli di purificazione: il corpo, il sistema nervoso e la mente.
 

Ashtanga ultima modifica: 2014-11-09T15:53:31+00:00 da Luca Postacchini

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