La separazione è una contrazione energetica

News 28 gennaio 2016 17:10

yoga

La parte principale del messaggio è l’esposizione del mito che ci sia una cosa chiamata ricercatore che può trovare un’altra cosa chiamata illuminazione. Per quel che riguarda “Il Segreto Svelato”, molto presto nella vita dell’apparente essere umano, accade qualcosa di energetico che è una contrazione nel corpo e quello che sorge da quel senso di contrazione è il senso di un me, un senso di identità che sorge.

Quindi improvvisamente, in tenera età, c’è il senso che ci sia qualcuno qui, “io sono qui”. E questo cresce, e poiché quella forma umana vive con molte altre forme umane, c’è sempre più il senso di essere una persona reale che vive con altre persone reali. Quindi io sono reale, io esisto realmente come una persona, come un’identità, ho veramente libero arbitro e vivo in una storia reale chiamata la storia del me. Quello che sorge è la sensazione che ci sia un me qui, è la storia del me. E ciò che sorge anche con quel senso del me, è il senso di separazione.

Il me è un costrutto artificiale che si sente separato da tutto, ed esiste solamente in una realtà soggetto-oggetto. Ecco come esiste, tramite l’essere consapevole di se stesso. Il senso di contrazione prende la forma di un’identità e quello che sorge in tale identità è ciò che viene chiamato auto-coscienza, il sapere che c’è un se.

Per “Il Segreto Svelato” è uno stato di sogno, è uno stato fittizio, in cui può essere solo sperimentato il senso che tutto sia separato. Quindi il me o il sé vive nell’esperienza di essere separato da tutto. Ed è per questo che è profondamente insoddisfacente. C’è qualcosa di insoddisfacente nel senso di essere in un mondo separato, separato da tutto ciò che accade. Ad una certa distanza dalla vita, è un senso di essere distanti dalla vita.

Molte persone non riconoscono questo, ma alcune persone, persone sensibili, sentono il senso che manchi qualcosa, quindi cercano ciò che manca. non si sentono soddisfatte. Soldi e tutto il resto non colmano quel senso di essere separato. Quindi cercano ad un livello più profondo la risposta a questo. Approcciano le religioni o terapie, o qualcosa chiamato illuminazione.

Fondamentalmente quello che viene detto qui è che poiché l’individuo è in quel mondo artificiale soggetto-oggetto, non può mai trovare ciò che vuole. Perché ciò che vuole, ciò che davvero desidera, non è un oggetto. Ciò che davvero desidera non può essere posseduto. Ciò che davvero desidera non può essere afferrato. Non c’è niente che il me possa fare per raggiungere ciò che davvero desidera. Ed è quello che condividiamo qui. Andrò più in dettaglio domani, ma questo è fondamentalmente la base del messaggio.

Ciò che espone e ciò che può accadere è che da qualche parte il me che pensa che può trovare qualcosa per il suo completamento può essere guidato da questo messaggio in una sorta di vuoto, una sorta di impotenza. E forse tutto quello che può rimanere è il senso di qualcosa oltre il senso della ricerca del sé. Qualcosa che non può essere afferrato o ottenuto. E anche quello che sorge è il senso che quello che si cercava è tutto ciò che è, constantemente in ogni caso. E’ già qui, non è mai stato perso. Il me non ha bisogno di diventare meritevole per trovare ciò che cerca.

Quello che anche può emergere in questa sorta di comunicazione è che il costrutto artificiale del me, l’intera fabbricazione, tutto il senso di essere separato, può improvvisamente semplicemente crollare. Quindi questo riguarda qualcosa che può essere perso, piuttosto che guadagnare qualcosa. Quello che viene perso è il senso che qualcosa possa essere guadagnato. Quello che viene perso è l’idea che io possa guadagnare qualcosa, che possa avere qualcosa per me stesso. Tutta la ricerca è sempre una ricerca per qualcosa che io posso avere. E’ una sorta di materialismo spirituale che raccoglie il desiderio di possedere uno stato in cui vivere.

Quindi chiedi, possiamo parlare di questo e usare parole per illuminare situazioni, ed è possibile che qualcos’altro sorga. Ma anche quello che deve essere detto è che essenzialmente la separazione è una contrazione energetica mantenuta nel corpo. Non ha niente a che vedere col pensiero, col pensiero “io sono separato”. Non ha niente a che vedere con la credenza che io sia separato. Non ha niente a che vedere con l’idea che io sia separato. Tutte queste cose sono semplicemente conferme di qualcosa che è una sensazione cellulare mantenuta nel corpo. Va e viene ma è una sensazione cellulare nel corpo. Quindi nessun ammontare di comprensione, sapere o ogni sorta di processo, può mai allontare quel senso che è energetico. Nulla può mandare via questo.

Perché alla fine, la cosa strana di questo mistero, è che quando quella contrazione improvvisamente crolla, quell’intera artificiale sensazione di essere un me improvvisamente crolla, quello che viene riconosciuto da nessuno, è che non c’è mai stato un me, che tutto il senso di essere un me era totalmente illusorio. Una fabbricazione irreale.

Tony Parsons

La separazione è una contrazione energetica ultima modifica: 2016-01-28T17:10:21+00:00 da Luca Postacchini

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